Da
uno studio pubblicato sullAmerican Journal of Clinical Nutrition
è emerso che gli over 65 che consumano almeno 4 porzioni
al giorno di bevande contenenti caffeina riducono del 53% la mortalità
per patologie cardiache.
Gli autori puntualizzano che, sebbene la protezione riscontrata
sia dose-dipendente (maggior consumo uguale minor rischio) ciò
non prova che la relazione sia causa-effetto e sono necessari ulteriori
studi epidemiologici, metabolici e clinici per confermare i risultati
ottenuti.
Lindagine ha esaminato i dati relativi a un campione di partecipanti
del National Health and Nutrition Examination Survey (NAHNES): circa
6.600 uomini e donne di età compresa tra i 32 e gli 86 anni.
I soggetti in esame sono stati suddivisi in quattro categorie in
base al consumo giornaliero di bevande contenenti caffeina (compreso
caffè, tè, bevande a base di cola con caffeina e cioccolata):
meno di mezza porzione al giorno, più di mezza e meno di
2 porzioni al giorno, da 3 a 4 porzioni al giorno, 4 o più
porzioni al giorno.
Nel corso del periodo di osservazione (dal 1986 al 1992), tra gli
over 65 si sono verificati 349 decessi per cause cardiovascolari
(282 decessi per patologie cardiache e 67 decessi di natura cerebrovascolare).
I ricercatori hanno evidenziato una riduzione della mortalità
cardiaca e cardiovascolare associata allaumento del consumo
di bevande con caffeina nei soggetti con più di 65 anni che
presentavano valori di pressione arteriosa nella norma; nei partecipanti
affetti da ipertensione, infatti, tale relazione non si osservava.
In particolare, coloro che consumavano 0,5-2, 2-4, 4 o più
porzioni di bevande contenenti caffeina al giorno (rispetto a che
aveva dichiarato di consumarne meno di 0,5 porzioni/dì),
riducevano il rischio di decesso per patologie cardiache del 23%,
32% e 53%, rispettivamente.
Gli autori considerano anche la possibilità che leffetto
protettivo rilevato sia dovuto non necessariamente alla caffeina,
ma ad altri composti contenuti nelle bevande caffeinizzate: caffè,
tè, cacao e cioccolato contengono, infatti, caffeina, ma
anche altre sostanze (antiossidanti e flavonoidi) che in numerosi
studi si sono dimostrate attive contro il rischio cardiovascolare.
BACKGROUND:
Motivated by the possibility that caffeine could ameliorate the
effect of postprandial hypotension on a high risk of coronary
events and mortality in aging, we hypothesized that caffeinated
beverage consumption decreases the risk of cardiovascular disease
(CVD) mortality in the elderly. OBJECTIVE: The objective of the
study was to use prospective cohort study data to test whether
the consumption of caffeinated beverages exhibits this protective
effect. DESIGN: Cox regression analyses were conducted for 426
CVD deaths that occurred during an 8.8-y follow-up in the prospective
first National Health and Nutrition Examination Survey Epidemiologic
Follow-up Study. The analysis involved 6594 participants aged
32-86 y with no history of CVD at baseline. RESULTS: Participants
aged >/=65 y with higher caffeinated beverage intake exhibited
lower relative risk of CVD and heart disease mortality than did
participants with lower caffeinated beverage intake. It was a
dose-response protective effect: the relative risk (95% CI) for
heart disease mortality was 1.00 (referent), 0.77 (0.54, 1.10),
0.68 (0.49, 0.94), and 0.47 (0.32, 0.69) for <0.5, 0.5-2, 2-4,
and >/=4 servings/d, respectively (P for trend = 0.003). A
similar protective effect was found for caffeine intake in mg/d.
The protective effective was found only in participants who were
not severely hypertensive. No significant protective effect was
found in participants aged <65 y or in cerebrovascular disease
mortality for those aged >/=65 y. CONCLUSION: Habitual intake
of caffeinated beverages provided protection against the risk
of heart disease mortality among elderly participants in this
prospective epidemiologic analysis.