Long
term effects of dietary sodium reduction on cardiovascular disease outcomes:
observational follow-up of the trials of hypertension prevention (TOHP)
Cook NR, Cutler JA, Obarzanek E, Buring JE, Rexrode
KM, Kumanyika SK, Appel LJ, Whelton PK
BMJ. 2007 Apr 28;334(7599):885
È
ormai assodato che la riduzione del consumo di sale aiuta ad abbassare
la pressione sanguigna e a prevenire lo sviluppo di ipertensione.
Secondo uno studio pubblicato sul British Medical Journal una dieta
a basso contenuto di sodio sarebbe utile anche nella prevenzione
cardiovascolare.
Lindagine ha preso in esame i dati derivanti da due trial
di intervento (TOHP I e TOHP II) relativi ad interventi comportamentali
per la prevenzione dellipertensione. In totale, sono stati
analizzati i dati di 744 soggetti del TOHP I e 2382 del TOHP II;
tutti partecipanti avevano unetà compresa tra i 30
e i 54 anni e presentavano valori pressori poco più alti
della norma (pre-ipertensione) ed erano stati randomizzati a seguire
una dieta a restrizione di sodio (riduzione dellintroito del
25-30%) oppure erano stati inclusi nel gruppo di controllo.
Al termine dei follow-up, di 10-15 anni, è stata evidenziata
una riduzione del 25% del rischio di eventi cardiovascolari (infarto
del miocardio, ictus, morte cardiovascolare) nei soggetti nei gruppi
dintervento, inoltre, una seconda analisi dei dati tenendo
conto di altri possibili fattori confondenti (peso corporeo, escrezione
del sodio, età, sesso) lincidenza patologie coronariche
è ulteriormente diminuita (-30%). Anche la mortalità
è diminuita del 20% nei soggetti che assumevano meno sodio
è tuttavia da sottolineare che i decessi per cause cardiovascolari
sono stati in tutto solo 25: 10 nei gruppi di intervento
e 15 in quelli di controllo.
Il consumo di sodio non dovrebbe mai superare i 6 g al giorno e
il consumo ideale per gli adulti è di circa 2,5 g/dì;
bisogna comunque tenere in considerazione che tale quantità
non comprende solo il sale aggiunto per insaporire i cibi, ma anche
quello già presente negli alimenti.
OBJECTIVE:
To examine the effects of reduction in dietary sodium intake on
cardiovascular events using data from two completed randomised
trials, TOHP I and TOHP II. DESIGN: Long term follow-up assessed
10-15 years after the original trial. SETTING: 10 clinic sites
in 1987-90 (TOHP I) and nine sites in 1990-5 (TOHP II). Central
follow-up conducted by post and phone. PARTICIPANTS: Adults aged
30-54 years with prehypertension. INTERVENTION: Dietary sodium
reduction, including comprehensive education and counselling on
reducing intake, for 18 months (TOHP I) or 36-48 months (TOHP
II). MAIN OUTCOME MEASURE: Cardiovascular disease (myocardial
infarction, stroke, coronary revascularisation, or cardiovascular
death). RESULTS: 744 participants in TOHP I and 2382 in TOHP II
were randomised to a sodium reduction intervention or control.
Net sodium reductions in the intervention groups were 44 mmol/24
h and 33 mmol/24 h, respectively. Vital status was obtained for
all participants and follow-up information on morbidity was obtained
from 2415 (77%), with 200 reporting a cardiovascular event. Risk
of a cardiovascular event was 25% lower among those in the intervention
group (relative risk 0.75, 95% confidence interval 0.57 to 0.99,
P=0.04), adjusted for trial, clinic, age, race, and sex, and 30%
lower after further adjustment for baseline sodium excretion and
weight (0.70, 0.53 to 0.94), with similar results in each trial.
In secondary analyses, 67 participants died (0.80, 0.51 to 1.26,
P=0.34). CONCLUSION: Sodium reduction, previously shown to lower
blood pressure, may also reduce long term risk of cardiovascular
events.