Havas S, Dickinson BD, Wilson M
JAMA. 2007 Sep 26;298(12):1439-41
Numerosi
studi hanno dimostrato che il consumo di sodio con la dieta è
direttamente correlato ai valori di pressione sanguigna. Un articolo
apparso sul Journal of the American Medical Association punta lattenzione
sulla tendenza a un iper-consumo di sodio e il conseguente aumento
dei decessi causati da ipertensione e patologie correlate. Attualmente
ogni anno nel mondo si verificano circa 16,7 milioni di decessi
per cause cardiovascolari: quasi 8 milioni sono da attribuire allipertensione,
situazione patologica che interessa circa il 26% della popolazione
mondiale.
Dagli anni 70 al 2000 il consumo medio di sodio della popolazione
mondiale è aumentato del 55% e, analogamente, anche lincidenza
di ipertensione è aumentata del 50%. La maggior parte della
popolazione mondiale, infatti, assume giornalmente 2300-4600 mg
di sodio, mentre secondo le principali linee guida il consumo ideale
per gli adulti è di circa 2,5 g/dì. Bisogna comunque
tenere in considerazione che tale quantità non comprende
solo il sale aggiunto per insaporire i cibi, ma anche quello già
presente negli alimenti.
È stato stimato che una riduzione del 50% del consumo di
sodio porterebbe a un abbassamento dei valori di pressione sistolica
pari a circa 5 mm/Hg con una conseguente riduzione di incidenza
di ipertensione (-20%) e di mortalità in generale (-7%) per
coronaropatie (-9%) e ictus (-14%).