Una
buona aderenza alla Dieta mediterranea nel suo complesso riduce
il rischio di morte prematura conseguente alle principali patologie
croniche.
Vi è un interesse crescente verso gli effetti sulla salute
della dieta considerata nel suo complesso piuttosto che delle sue
singole componenti. E già stato dimostrato in un recente
ed ampio studio prospettico che un profilo dietetico di tipo prudente,
caratterizzato da un elevato consumo di verdura, frutta, legumi,
pesce, pollame e cereali integrali, se confrontato con un profilo
occidentale, riduce la mortalità per tutte le
cause. Questa osservazione conferma quanto già noto e cioè
che la Dieta mediterranea rappresenta un modello di alimentazione
che contribuisce al miglioramento dello stato di salute e della
qualità della vita.
In questa Metanalisi condotta da un gruppo di ricercatori italiani
sono stati valutati in maniera sistematica 12 studi prospettici
di coorte pubblicati tra il 1966 e il 30 giugno 2008, che hanno
messo in relazione laderenza alla Dieta mediterranea e linsorgenza
di eventi avversi, con lobiettivo di stabilire il ruolo della
dieta stessa, nel suo complesso, in prevenzione. Lanalisi
di circa 1,5 milioni di soggetti, ha mostrato come una maggiore
aderenza alla Dieta mediterranea si associ ad una significativa
riduzione del rischio di mortalità totale (- 9%), mortalità
per eventi cardiovascolari (- 9%), cancro (- 6%) e ad una riduzione
dellIncidenza di Morbo di Parkinson e Alzheimer (-13%).
I risultati ottenuti sembrano rilevanti in termine di salute pubblica,
in particolare per la riduzione del rischio di morte prematura nella
popolazione. Tali osservazioni sono in accordo con le linee guida
delle più importanti associazioni scientifiche, che incoraggiano
ladozione della Dieta mediterranea per la prevenzione primaria
e secondaria delle principali patologie croniche.
OBJECTIVE:
To systematically review all the prospective cohort studies that
have analysed the relation between adherence to a Mediterranean
diet, mortality, and incidence of chronic diseases in a primary
prevention setting. DESIGN: Meta-analysis of prospective cohort
studies. DATA SOURCES: English and non-English publications in
PubMed, Embase, Web of Science, and the Cochrane Central Register
of Controlled Trials from 1966 to 30 June 2008. Studies reviewed
Studies that analysed prospectively the association between adherence
to a Mediterranean diet, mortality, and incidence of diseases;
12 studies, with a total of 1 574,299 subjects followed for a
time ranging from three to 18 years were included. RESULTS: The
cumulative analysis among eight cohorts (514,816 subjects and
33,576 deaths) evaluating overall mortality in relation to adherence
to a Mediterranean diet showed that a two point increase in the
adherence score was significantly associated with a reduced risk
of mortality (pooled relative risk 0.91, 95% confidence interval
0.89 to 0.94). Likewise, the analyses showed a beneficial role
for greater adherence to a Mediterranean diet on cardiovascular
mortality (pooled relative risk 0.91, 0.87 to 0.95), incidence
of or mortality from cancer (0.94, 0.92 to 0.96), and incidence
of Parkinson's disease and Alzheimer's disease (0.87, 0.80 to
0.96). CONCLUSIONS: Greater adherence to a Mediterranean diet
is associated with a significant improvement in health status,
as seen by a significant reduction in overall mortality (9%),
mortality from cardiovascular diseases (9%), incidence of or mortality
from cancer (6%), and incidence of Parkinson's disease and Alzheimer's
disease (13%). These results seem to be clinically relevant for
public health, in particular for encouraging a Mediterranean-like
dietary pattern for primary prevention of major chronic diseases.