Consumo
di cipolle e rischio di infarto acuto del miocardio in Italia
Allium
vegetable intake and risk of acute myocardial infarction in Italy
Galeone C, Tavani A, Pelucchi C, Negri E, La Vecchia
C.
Eur J Nutr. 2009 Jan 13. [Epub ahead of print]
Laglio
(Allium sativum) e la cipolla (Allium cepa), tipici componenti della
Dieta mediterranea, sono una ricca fonte di nutrienti dalle molteplici
proprietà. Diversi studi in vitro e clinici, suggeriscono
che il consumo di questi vegetali possa contribuire alla prevenzione
cardiovascolare, riducendo i livelli di Colesterolo serico e la
Pressione arteriosa, ma tale Correlazione è stata considerata
solo in due studi epidemiologici.
In questo studio italiano caso-controllo, i livelli di assunzione
settimanale di aglio e cipolla, stimati mediante la compilazione
di un questionario validato, sono stati messi in relazione con il
rischio di infarto acuto del miocardio (AMI), in una popolazione
residente nellarea di Milano, tra il 1995 ed il 2003. I 760
casi esaminati, con un primo episodio di AMI non fatale, con età
media di 61 anni, sono stati confrontati con un gruppo adeguato
di controlli.
Gli autori concludono che il consumo di una o più porzioni
di cipolla alla settimana riduce la probabilità di comparsa
di AMI del 22% circa (OR = 0,78). Un beneficio meno evidente, e
non significativo, è stato invece rilevato per il consumo
di aglio.
Questo studio, il primo di questo tipo condotto in un paese dellarea
mediterranea, suggerisce che una dieta ricca di cipolle può
ridurre il rischio di AMI.
BACKGROUND:
Interest in potential benefits of allium vegetables has its origin
in antiquity, but the details of these benefits are still open
to discussion. Only two epidemiological studies considered the
relation between dietary intake of allium vegetables and cardiovascular
diseases. AIM OF THE STUDY: To provide further information we
analysed the relationship between onion and garlic intake and
acute myocardial infarction (AMI). METHODS: We used data from
a case-control study of 760 patients with a first episode of non-fatal
AMI and 682 controls admitted to the same hospitals. Information
was collected by trained interviewers using a validated and reproducible
food-frequency questionnaire. Multivariate odds ratios (ORs) and
95% confidence intervals (CIs) were obtained after allowance for
recognized confounding factors. RESULTS: Compared with non-users,
the ORs of AMI for subsequent categories of onion intake were
0.90 (95% CI: 0.69-1.21) for <1 portion of onion per week and
0.78 (95% CI: 0.56-0.99) for >/=1 portion per week. For garlic,
the ORs were 0.84 (95% CI: 0.66-1.09) for intermediate and 0.94
(95% CI: 0.68-1.32) for high use, compared with no or low use.
CONCLUSION: The current study, the first from Mediterranean countries,
suggests that a diet rich in onions may have a favourable effect
on the risk of AMI.