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Il colesterolo (cattivo): farmaci e dubbi
I commenti e le considerazioni
che si leggono nei due articoli del Corriere pubblicati il 7 febbraio
con i titoli "Il tramonto del mito del colesterolo (cattivo)"
di Adriana Bazzi e "Le 'malattie' create ad arte" di Mario Pappagallo,
lasciano sorpreso il mondo scientifico e mettono in confusione il pubblico
nell'interpretazione dei fattori di rischio delle malattie cardio-cerebrovascolari.
Nel rispetto della comunità scientifica, della comunità
medica e soprattutto dei pazienti e dei soggetti con fattori di rischio
di malattia cardiovascolare, è nostro dovere prendere una posizione
chiara su questo tema.
Sulla base dell'incontrovertibile documentazione scientifica che dimostra
l'efficacia degli interventi sui fattori di rischio, e in particolare
delle alterazioni dei livelli plasmatici del colesterolo, nella prevenzione
delle malattie cardiovascolari, chiediamo una rettifica immediata di quanto
scritto nei due articoli citati, per evitare interpretazioni fuorvianti.
E' poi anche necessario che i sottintesi e le allusioni che in detti articoli
è possibile leggere, su una pretesa "mitologia delle malattie"
veicolata dalla classe medica, abbiano un'immediata smentita, considerando
il loro risvolto diffamatorio.
Rodolfo Paoletti e Andrea Peracino, rispettivamente presidente e vicepresidente
della Fondazione Italiana per il Cuore
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