| Studi sulla riduzione del colesterolo Adriana Bazzi, sul Corriere del 7 febbraio, parla dello studio Enhance, che avrebbe dato lultima spallata al dogma che colesterolo alto è uguale a rischio cardiovascolare, e conclude che unassoluzione del colesterolo stesso potrebbe essere in arrivo dal mondo scientifico. Cosa dice Enhance in realtà? Lo studio (che per la sua struttura nulla può dire della relazione tra colesterolo e rischio cardiovascolare) ha confrontato gli effetti di due trattamenti di riduzione del colesterolo LDL (il colesterolo cattivo): uno aggressivo (-41 per cento) e uno molto aggressivo (-58 per cento). Enhance, quindi, ha messo a confronto due trattamenti di diversa efficacia nel ridurre la colesterolemia: linformazione ricercata, di conseguenza, era quanto sia opportuno abbassare la colesterolemia, e non se valga la pena di farlo (cosa ben nota da anni). Enhance, inoltre, è uno di quegli studi che potremmo definire di contorno, condotti per meglio comprendere i meccanismi dazione dei farmaci e i loro effetti sui cosiddetti end-point surrogati: non correlati cioè direttamente alla salute del paziente e alla comparsa di specifiche malattie. Gli autori, infatti, non hanno conteggiato i casi di infarto o di morte (come negli studi storici che hanno dimostrato lutilità della riduzione del colesterolo), ma hanno misurato lo spessore della parete delle arterie carotidi allinizio e alla fine dello studio: senza trovare differenze significative tra i due gruppi di trattamento. Enhance, in conclusione, è interessante sul piano scientifico, ma probabilmente poco o nulla rilevante sul piano pratico, e concludere dai suoi risultati che ridurre il colesterolo non serve è del tutto inappropriato. Significa ignorare 60 anni di ricerca epidemiologica, e i risultati di molti studi che hanno dimostrato in modo coerente e convincente, praticamente senza eccezione, che abbassare il colesterolo riduce il rischio dinfarto. E rischia di vanificare il ruolo della dieta nel controllo della colesterolemia: se solo alcuni farmaci (le statine), indipendentemente dal loro effetto sul colesterolo, possono ridurre il rischio dinfarto, come sembra sostenere la Bazzi, perché mai infatti si dovrebbe seguire uno stile alimentare appropriato per ottenere un risultato inutile come il calo del colesterolo nel sangue? Andrea Poli e Alberico L. Catapano, Dipartimento di Scienze Farmacologiche dellUniversità di Milano
|